lunedì 27 ottobre 2008

Posizione degli studenti universitari sulla legge 133

Vi scriviamo a nome degli studenti dell’Ateneo cagliaritano per comunicarvi la nostra posizione riguardo alla Legge Finanziaria e i relativi provvedimenti sull’istruzione.
Riteniamo questa legge antidemocratica e anticostituzionale in quanto viola i seguenti articoli della Costituzione:
art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

art. 33 L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse la piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, le università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

art. 34 La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
L’attuazione della Legge 133/08 attuazione creerebbe necessariamente un solco fra istituzioni pubbliche e fondazioni private, portando ad una vera e propria distinzione di classe tra abbienti e non abbienti.
Inoltre una grossissima fetta del corpo docenti verrà tagliata fuori dall’organico a causa dell’abbassamento del turn-over, peggiorando esponenzialmente la situazione attuale, già grave per il mancato rinnovo di contratti di determinate categorie, quali ricercatori, lettori e così via.
Citando le parole del nostro Magnifico Rettore : “ Solo quest’anno per 68 docenti che hanno chiesto il pensionamento ne saranno assunti 12.” La citazione si commenta da sola.
Questa non è che una parte delle ragioni per cui portiamo avanti questa mobilitazione, ma troviamo inutile dilungarci eccessivamente in questo senso, quando è chiaro che il sapere debba essere un diritto di tutti e non solo di chi se lo può permettere.
Con questa lettera aperta miriamo alla sensibilizzazione di tutta la cittadinanza, di tutta la cittadinanza, di tutte le famiglie che verranno prima o poi coinvolte in questo triste e buio capitolo della cultura italiana.

Concludendo, riteniamo che questi problemi necessitino maggior visibilità, in relazione alla loro gravità. Abbiamo quindi trovato necessario scrivervi, per ribadire il nostro dissenso: auspichiamo che abbiate un ruolo più attivo nel coinvolgere la cittadinanza in un problema che parte si dall’università e dall’istruzione italiana, ma che riguarda tutta la società civile.

Gli studenti sardi

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