domenica 26 ottobre 2008

Manifestazione del 25/10/2008, San Gavino

Dall'Unione Sarda (26 Ottobre 2008):
Oltre 3000 studenti provenienti dagli 11 istituti superiori del Medio Campidano hanno marciato tutti insieme per dire un secco no alla legge di riforma della scuola portata avanti dal ministro Gelmini. Il corteo è partito poco dopo le 9:30 in via Roma dal piazzale posto di fronte all'ospedale a suon di slogan cantati e urlati e di lunghissimi striscioni come quello portato dagli studenti del liceo scientifico «La nostra scuola non è in vendita» e magliette con la scritta «Per un diritto allo studio».
Nel corteo hanno sfilato con la fascia tricolore i sindaci di San Gavino, Samassi, Serrenti e Guspini, il vicepresidente della provincia, gli amministratori e i sindacalisti della Cgil. Numerosi gli studenti del pedagogico e del liceo classico: «Siamo convinti - dicono Federico e Luca - che insieme potremo cambiare qualcosa».
Ci sono anche genitori: «La situazione che si è creata è piuttosto tragica - dice Annalisa - i ragazzi vanno guidati ed è gravissimo tagliare le ore di lezione». C'è anche una piccola delegazione di studenti universitari: «Noi - dice Silvia Deidda, iscritta in psicologia - saremo i primissimi a perdere qualcosa». Sulla stessa linea Chiara e e Mauro: «Il diritto allo studio deve rimanere per tutti». A fare le spese dei tagli sono stati gli studenti del serale dell'alberghiero di Villamar: «Per due anni - dice Roberta Ibba, una mamma - abbiamo frequentato la sera, ma adesso il corso è stato soppresso». Intanto il corteo si conclude in piazza Melas: «Non abbiamo intenzione di mollare - dice simone Angei (liceo scientifico) uno degli organizzatori.
E' risaputo che l'autocritica sia l'unico strumento efficace per potersi migliorare; anche per questo motivo dobbiamo fermarci e riflettere sulla manifestazione del 25/10/2008.
La grande partecipazione da parte degli studenti del Medio Campidano ci da' speranza e ci rincuora, ma ci fa capire che c'è ancora molto lavoro da fare.
A nostro avviso, nelle future manifestazioni sarebbe meglio concentrarsi di più sul tema trattato che sugli schieramenti politici, che non si addiccono ad una manifestazione studentesca onnirappresentativa, sostenuta da ragazzi dalle ideologie e dalle opinioni differenti.
Pochi erano i cori che rivendicavano i nostri diritti, di più quelli politici e ancor di più quelli di scherno verso il ministro.
Dobbiamo scendere in piazza come studenti a cui è stato negato un diritto costituzionale: il diritto allo studio, alla nostra formazione e all'accesso meritocratico nel mondo del lavoro.

In ogni caso, sono d'obbligo i ringraziamenti verso gli organizzatori della manifestazione, che con il loro impegno e con il loro lavoro hanno reso possibile questo primo incontro tra gli studenti del Medio Campidano mobilitati per fermare la riforma Gelmini-Tremonti.

Dite la vostra.

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